lunedì 29 settembre 2014

IL PUNTO SUL PASSANTE NORD E SULLA CAVA DI SABBIUNO

Come sempre per i nostri affezionati "internauti" pubblichiamo in anteprima l'articolo di Sinistra Ecologia per Castel Maggiore che comparirà sul prossimo numero di In Comune.

Durante il Consiglio Comunale del 29 luglio, si stava dibattendo la proposta di contribuire all'installazione e alla manutenzione di centraline che analizzassero la qualità dell'aria della zona. Come consigliere di Sepcm stavo comunicando il nostro appoggio all'iniziativa, quando è arrivata la notizia che, a Roma, era stato sottoscritto un accordo per la realizzazione del Passante Nord da parte di Ministero delle Infrastrutture, Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Bologna. Dopo un primo momento di stupore, mi sono chiesta: “Ma un'opera come il Passante Nord, non va ad impattare anche sulla qualità dell'aria di un territorio?”
L'impressione che ho avuto di fronte a questo accordo è che fosse completamente in dissonanza con le scelte dell'amministrazione locale e, inoltre, che si fosse trattato di un colpo di mano “balneare”, proprio per la sua tempistica. Penso che a tutti appaia evidente anche la scarsa legittimazione dei soggetti coinvolti: la Provincia sta per essere superata dalla Città Metropolitana e la Regione è in attesa di elezioni. Ciò che ha lasciato stupiti è che i Comuni interessati dal tracciato, tra cui anche Castel Maggiore, erano all'oscuro di questo accordo. Infatti quello che preoccupa noi di SEpCM è soprattutto la totale esclusione da ogni decisione dei Consigli Comunali eletti dai cittadini.


Inoltre, l'accordo suscita numerosi interrogativi: perché manca uno studio di fattibilità dettagliato? Perché continua a seguire una visione della realtà dei trasporti anacronistica? Perché si continua a negare l'esistenza di tracciati e possibilità alternative alla costruzione di un’autostrada a quattro corsie nella nostra campagna? Eppure nei dodici anni trascorsi da quando si è iniziato a parlare di Passante Nord il progetto originario è stato demolito da tutti i punti di vista: le previsioni dello scenario dei trasporti erano sbagliate; l'apporto al decongestionamento del nodo bolognese modesto; i costi di realizzazione dell'opera esorbitanti; senza parlare del consumo di territorio pregiato; dell'aumento di inquinamento e drenaggio di tutte le risorse necessarie per completare altre opere viarie. Nonostante tutto questo si continua a puntare sul Passante Nord ignorando le proposte alternative e persino le critiche dell’Unione Europea, che già dal 2010 aveva segnalato la violazione delle norme sulla concorrenza criticando l’affido diretto -senza bando ad evidenza pubblica- a Società Autostrade.
Da lì il progetto iniziale era stato modificato ipotizzando tracciati più brevi -il famoso Passantino dell’estate 2012, per fortuna immediatamente bocciato dai Sindaci- nel tentativo spacciare il Passante come potenziamento dell’autostrada esistente e non come nuova opera. Da allora, per due anni, si sono registrati continui rinvii delle scadenze ed annunci di accordi mai sottoscritti, fino alla nuova frenesia renziana per le Grandi Opere indipendentemente dalla loro utilità e sostenibilità. La proposta contenuta nell’accordo di fine luglio fa tremare i polsi: si prospetta la costruzione di un tracciato sopraelevato, con una massicciata alta 3,5 metri, un’enorme barriera a nord del capoluogo che richiederà la bellezza di 3,8 milioni di metri cubi di inerti che non si sa bene da quali cave saranno estratti. Sulla tangenziale di Bologna si pensa di adottare un complicatissimo sistema di collegamenti e pedaggi che potrebbe penalizzare anche i pendolari bolognesi, con limiti di velocità portati a 70km/h e divieto di transito ai mezzi pesanti, così che le merci dirette in città potrebbero uscire solo dai caselli del Passante e percorrere lunghi tratti delle nostre strade! Noi di SEpCM siamo contrari ad ogni ipotesi di realizzazione del Passante Nord e crediamo che Sindaci, Consigli Comunali, cittadine e cittadini debbano far sentire la propria voce. Apprezziamo che tra le prime critiche sul metodo utilizzato per arrivare a questo accordo ci sia stata anche quella del Sindaco Gottardi, ma vorremmo che si passasse ad un’opposizione anche sul merito, perché pensiamo che per dare realmente una mano alla nostra economia e alla nostra viabilità potremmo investire sulle tante opere incompiute dei nostri territori, come la Trasversale di Pianura, e lasciar perdere un’opera che intercetterebbe solo il 12% del traffico leggero, produrrebbe una crescita stimata nel 6% del traffico di Tir sulla viabilità ordinaria, comprometterebbe 800 ettari di terreno fertile e porterebbe a livelli inaccettabili la qualità della nostra aria. Per rimanere in tema di opere e consumo di territorio, colgo l’occasione per aggiornarvi sulla cava di Sabbiuno. Lo scorso 2 settembre il nuovo Circolo Legambiente Pianura Nord ha indirizzato una lettera aperta al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale per chiedere di dire no a questa escavazione. Sinistra Ecologia per Castel Maggiore, da forza di governo che condivide pienamente le ragioni degli ambientalisti, è consapevole che ora la decisione spetta al nostro Comune. Siamo impegnati a far sì che si arrivi al superamento di questa proposta in un confronto costante e propositivo con l’Amministrazione comunale e attraverso un percorso partecipato con la cittadinanza. Anche se rispetto al consumo del suolo è riscontrabile un’inversione di tendenza, occorre essere conseguenti e fermare anche questa forma di sfruttamento del nostro territorio.

Marisita Di Iacovo Capogruppo Sinistra Ecologia per Castel Maggiore marisita.diiacovo@comune.castel-maggiore.bo.it

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