domenica 24 maggio 2015

DAI BILANCI DEL COMUNE ALLE MODIFICHE ALLO STATUTO DI HERA: IL CONTRIBUTO IN CONSIGLIO DI SINISTRA ECOLOGIA PER CASTEL MAGGIORE

I Consigli Comunali di marzo e aprile hanno avuto al centro la discussione dei Bilanci preventivo 2015 e consuntivo 2014 del nostro Comune. Del Bilancio di previsione mi colpisce il fatto che esista un'unica cifra stanziata dallo Stato a favore del nostro Comune: quella del Fondo di Solidarietà che ammonta a circa 550mila euro. Però, a fronte di quest'entrata, è previsto un trasferimento allo Stato di quasi 1 milione e 900mila euro per effetto dei maggiori incassi IMU, per cui “il fondo di solidarietà” sembra andare più dal nostro Comune a contribuire al bilancio centrale dello Stato che il contrario.
L'altra cifra che mi ha colpito riguarda la disponibilità di cassa del nostro Comune: 12.745.972,13 euro, addirittura in crescita costante nell’ultimo triennio! Tutti questi milioni accumulati in anni di amministrazione virtuosa, però, non possono essere utilizzati per fare gli investimenti perché bloccati dal Patto di Stabilità. In più, nel Bilancio Consuntivo 2014 è presente un avanzo di oltre 5milioni e 600mila euro che non può essere interamente utilizzato in spesa corrente poiché la legge impone alle amministrazioni di accantonare gran parte di queste cifre, destinandole ad un “fondo di garanzia” per tutelarle dal rischio di mancate entrate.

Alla fine dei conti, le uniche entrate su cui il Comune può realmente contare sono le imposte municipali Tasi e Imu e l’addizionale Irpef che risultano essere l'unico dato in crescita nel bilancio, ottenuto senza aumentare le tasse per i cittadini, grazie al lavoro congiunto di armonizzazione delle aliquote e di lotta ad evasione ed elusione.
Per aver raggiunto il difficile obiettivo di mantenere tutti i servizi per i cittadini senza aumentare il prelievo fiscale, il Bilancio consuntivo 2014 e quello di previsione 2015 hanno ottenuto il sostegno di Sinistra Ecologia per Castel Maggiore, perché siamo convinti che oggi “mantenere” vuol dire più che mai salvare, proteggere, resistere; vuol dire non far perdere qualità della vita ad un territorio e ad una comunità.
Nella seduta di marzo in cui è stato discusso anche il Bilancio Preventivo è stata presentata una delibera che chiedeva di modificare lo Statuto di HERA Spa ed approvare un nuovo Patto di Sindacato (l'accordo che lega tra loro i soci pubblici). La premessa è che la Legge finanziaria del Governo Renzi ha dato quest'anno la possibilità agli Enti pubblici di vendere le loro partecipazioni azionarie ed utilizzarne i proventi al di fuori del Patto di Stabilità.
La modifica dello Statuto di HERA presentata anche al nostro Consiglio prevede che, attraverso il cosiddetto “voto maggiorato”, un azionista che possiede azioni per un periodo superiore a due anni possa esprimere due voti anziché uno: un “escamotage” pensato per dare la possibilità ai Comuni, strangolati dal Patto di Stabilità e impossibilitati ad effettuare investimenti, di vendere le proprie azioni con l'illusione di poter mantenere il controllo di HERA anche col 35% del capitale (oggi siamo al 51%). In questo caso Sinistra Ecologia per Castel Maggiore ha espresso un voto contrario, perché pensiamo che il Governo nazionale faccia il gioco delle tre carte: da una parte prova a contenere il debito pubblico tagliando le risorse degli Enti locali, dall'altra offre loro la possibilità di fare investimenti solo vendendo azioni delle società partecipate, proprio perché i soldi ricavati da questa vendita sono esclusi dal Patto di Stabilità. In pratica, invece di modificare il meccanismo del Patto come più volte promesso dallo stesso Renzi (un ex-Sindaco), si mettono sotto ricatto i Comuni, chiedendogli di barattare i propri gioielli di famiglia con la possibilità di tornare a fare opere pubbliche e inducendo di fatto privatizzazioni striscianti in settori chiave come quelli dell'energia, dell'acqua e dei rifiuti, già peraltro oggetto di referendum popolare nel 2011. Come se non bastasse, questa decisione diventa ancora più negativa se la caliamo su un Comune come il nostro, che ha un'enorme disponibilità di cassa inutilizzabile: prima di chiedere di vendere delle azioni, il Governo dovrebbe pensare a rendere spendibili i milioni che gli Enti virtuosi hanno già da parte! Siamo contenti che alla fine anche il Comune di Bologna, capofila dell'ipotesi della vendita, sia tornato sui suoi passi, e che un importante sindacato come la CGIL si sia espresso negativamente su questa scelta. Dire no però non basta, anche perché HERA così com'è non ci piace: una sinistra che vuole essere di governo deve essere in grado di proporre un'alternativa al modello della grande società lontana dai territori, votata al profitto e quotata in borsa, lavorando ad esempio alla costituzione di una nuova società multiutility interamente pubblica come stanno facendo nelle province di Reggio Emilia e Forlì. Poco più di 10 anni fa proprio il nostro Comune ebbe la lungimirante idea insieme ad altri Enti coraggiosi di costituire Geovest, garantendo in questo modo al nostro territorio un servizio più efficiente ed economico di quello di HERA. Ora è il momento di fare lo stesso su scala più vasta, tornando a pensare in grande (e la nuova dimensione istituzionale di Bologna metropolitana consente di farlo) per rimettere al centro la politica.
Marisita Di Iacovo
Capogruppo Sinistra Ecologia per Castel Maggiore
mariateresa.diiacovo@comune.castel-maggiore.bo.it - sinistraecologiapercm@gmail.com
http://sinistraecologiapercm.blogspot.com
Facebook: Sinistra Ecologia per Castel Maggiore

Nessun commento:

Posta un commento