venerdì 5 agosto 2016

IL RESTO DEL CARLINO SULLA DISCARICA di CASTEL MAGGIORE

Vi ricordate quando il PD era favorevole al Passante Nord ? Chi, come noi era contrario, veniva tacciato di voler impedire lo sviluppo del territorio. Ora la storia, dalla quale non si impara mai abbastanza, si ripete: il PD è favorevole all'ampliamento della discarica ASA a Castel Maggiore e a chi, come noi, è contrario viene detto che "...esistono indistrie e imprese che producono,oltre che lavoro,anche rifiuti, non tutti riciclabili, e questi, da qualche parte devono essere smaltiti secondo criteri di sicurezza e tutela dell'ambiente".
Rispondiamo che quelle stesse imprese vanno indirizzate verso sistemi di produzione meno impattanti sull'ambiente e chi produce va responsabilizzato anche sulla gestione dei prodotti una volta terminato l'utilizzo principale per i quali sono stati realizzati.
Riteniamo che quello dei rifiuti sia un tema complesso che va affrontato con strumenti efficaci come ci sembra essere, con gli opportuni miglioramenti, il Piano Regionale recentemente approvato in Emilia-Romagna.
Si tratta del risultato di un approfondito percorso di studio e partecipazione che esplicita gli indirizzi e individua soluzioni operative per la gestione dei rifiuti e lo smaltimento, di cui si prevede la drastica riduzione, senza che sia necessario l'ampiamento della discarica richiesto.
Continuiamo a NON essere contrari allo sviluppo, semplicemente pensiamo ad uno sviluppo diverso, che non mortifichi ma piuttosto valorizzi il nostro territorio.
Confidiamo che, come avvenuto per il Passante Nord, alla fine la forza dei nostri argomenti possa darci ragione e che gli organi regionali competenti, in coerenza con la legge regionale ed il piano rifiuti,applichino quanto deliberato e non concedano l'ampiamento.

Di seguito l'articolo del Resto del Carlino che da notizia del nostro comunicato stampa, purtroppo ne stralcia alcune parti importanti e ci chiama in 3 modi differenti...Ma almeno si possono desumere le differenti posizioni sull'argomento.Cliccare sull'immagine per ruotarla.

domenica 31 luglio 2016

RICHIESTA PROROGA E AMPLIAMENTO DISCARICA ASA: NON E’ NECESSARIA E MANCANO GARANZIE CHE SIA L’ULTIMA

Comunicato Stampa di SECM sul tema della richiesta di ampliamento della discarica ASA a Castel Maggiore

Sinistra Ecologia per Castel Maggiore ha seguito con attenzione il percorso della procedura di V.I.A./A.I.A. relativa al “Progetto di ridefinizione del III° settore della discarica per rifiuti non pericolosi di Castel Maggiore” proposto da ASA S.C.P.A.
Abbiamo valutato la nuova richiesta di ampliamento di capacità della discarica, che in precedenza aveva già ottenuto l’accoglimento di una variante al progetto iniziale con proroga delle attività fino al 2017 (dovevano cessare nel 2013) e incremento della capacità disponibile di 415.400 m3 oltre i 936.000 m3 già previsti, prima di tutto alla luce delle necessità di gestione dei rifiuti in ambito regionale nel quadro degli strumenti regolatori e di pianificazione adottati dalla Regione Emilia-Romagna, in particolare il “Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2020”.

Tale piano individua in modo preciso le quantità di rifiuti speciali -del tipo che viene smaltito nell’impianto di Castel Maggiore- che dovranno essere avviati a discarica, indicando dove saranno allocati gli impianti in modo da soddisfare il fabbisogno previsto anche secondo le evoluzioni meno favorevoli: la quota di rifiuti speciali pericolosi di cui è previsto lo smaltimento in discarica nelle previsioni di piano è ampiamente soddisfatta dalle disponibilità residue attualmente autorizzate, a cui si aggiunge un’ulteriore capacità di trattamento in specifici impianti di incenerimento.
Anche per quanto riguarda i fanghi da trattamento acque, ricordiamo che in regione questa tipologia di rifiuto evidenzia un trend in aumento dei quantitativi avviati a recupero e le indicazioni del piano sono che nella gestione dei fanghi “il trattamento biologico e fisico/chimico e infine la discarica devono rappresentare le opzioni ultime da scegliere”.
Il progetto di ampliamento della discarica di Castel Maggiore, anche dopo la valutazione delle integrazioni prodotte a supporto da ASA a seguito delle osservazioni di ARPAE in sede di Conferenza dei Servizi, non ci convince prima di tutto perché non risulta necessario al soddisfacimento del fabbisogno previsto di rifiuti da avviare a smaltimento nell’arco di piano; l’assenza di garanzie sul fatto che questa proroga sia veramente l’ultima è l’altro elemento che a nostro avviso dovrebbe far valutare ipotesi alternative, tenendo in considerazione anche il contributo al problema rifiuti già generosamente offerto da un territorio come quello di Sabbiuno.
Come Sinistra Ecologia per Castel Maggiore auspichiamo infine che la Regione Emilia-Romagna si doti anche per i Rifiuti Speciali (come già avviene per i Rifiuti Urbani) di una disposizione normativa che individui in modo equo, preciso e trasparente l’entità di disagio ambientale da riconoscere ai Comuni nei quali sono localizzati gli impianti ed il suo utilizzo a tutela dell’ambiente e dei cittadini.

Castel Maggiore (Bo), 29/07/16

martedì 26 luglio 2016

DISCARICA ASA a CASTEL MAGGIORE: COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE ER

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa divulgato ieri da Legambiente Emilia-Romagna in merito alla richiesta di ampliamento della discarica di proprietà di ASA a Castel Maggiore.

COMUNICATO STAMPA Bologna, 25 luglio 2016

Discarica di Castel Maggiore, ampliamento da rigettare.

Legambiente scrive alla conferenza dei servizi: impianto impattante e non necessario. Si crea un nuovo danno al territorio, utile solo agli interessi consolidati del business dei rifiuti

Legambiente ha inviato questa mattina ai soggetti rappresentati nella conferenza dei servizi che deve valutare l’ampliamento della discarica per rifiuti speciali di ASA ubicata nel Comune di Castel Maggiore, una lettera contenente le proprie osservazioni in merito.

Una documento che arriva in seguito alla richiesta, fatta al proponente dalla conferenza dei servizi lo scorso aprile, di “dimostrare ai fini del presente procedimento il fabbisogno di trattamento/smaltimento per i rifiuti previsti nel progetto di ampliamento della discarica di ASA in relazione ai documenti di pianificazione in materia di rifiuti adottati dalla Regione Emilia-Romagna che già evidenziano il raggiungimento dell’autosufficienza regionale nella gestione dei RU e RS non pericolosi”.

Obiettivo condiviso di tutte le politiche sui rifiuti è quello di andare a minimizzare l’utilizzo della discarica, una tipologia impiantistica impattante, che lascia ferite permanenti sul territorio e pesanti eredità per le future generazioni. Per tale ragione l’ampliamento della discarica bolognese va respinto senza esitazioni.

Legambiente sottolinea come l’ampliamento della discarica comporterebbe nuovi impatti ambientali, non giustificati da una esigenza reale di smaltimento.

Come evidenziato nel documento inviato alla conferenza dei servizi infatti, anche riferendosi solo alla pianificazione contenuta nel PRGR della Regione Emilia-Romagna che parla di autosufficienza impiantistica regionale per lo smaltimento rifiuti nell’arco temporale della pianificazione (al 2020), la richiesta di ampliamento sarebbe incompatibile.

Rispetto a questi obiettivi Legambiente aveva inoltre già segnalato, con le opportune osservazioni al PRGR adottato, come sia possibile ridurre ulteriormente i quantitativi di rifiuto a smaltimento e quindi di fabbisogno impiantistico. Ma avvallare la richiesta di ampliamento della discarica – ribadisce l’associazione - vorrebbe dire mettere in discussione l’intero impianto della pianificazione regionale sui rifiuti.

L’associazione confida quindi che la Conferenza dei Servizi e gli enti preposti rigettino il rilascio della concessione per l’ampliamento della discarica ASA di Castel Maggiore. Autorizzare l’ampliamento significherebbe concedere l’ennesimo regalo agli interessi consolidati del business dei rifiuti, utile solo agli interessi di pochi a scapito dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Ufficio Stampa - Legambiente Emilia Romagna Piazza XX Settembre, 7 - 40121 Bologna Tel e Fax: 051 241324 www.legambiente.emiliaromagna.it

mercoledì 27 aprile 2016

NOTIZIE DAL CONSIGLIO COMUNALE

Il recente Consiglio Comunale di Aprile 2016 a Castel Maggiore ha trattato diverse tematiche di particolare rilevanza: bilancio consuntivo 2015, proposte di modifica statuto HERA S.p.A. e adesione rete AESS.



Al link sottostante potete visualizzare e scaricare in formato pdf l'intervento della nostra rappresentante in Consiglio Comunale Marisita Di Iacovo.


Marisita Di Iacovo
Capogruppo Sinistra Ecologia per Castel Maggiore
mariateresa.diiacovo@comune.castel-maggiore.bo.it - sinistraecologiapercm@gmail.com
http://sinistraecologiapercm.blogspot.com
Facebook: Sinistra Ecologia per Castel Maggiore

martedì 26 aprile 2016

In uscita il NUOVO NUMERO di "CAMBIO di STAGIONE"

Cari cittadini di Castel Maggiore, è un po' che non vi scriviamo da questo spazio ma nel frattempo non siamo stati con le mani in mano. Abbiamo impiegato le nostre energie in numerose attività fra le quali la redazione del nuovo numero del periodico "Cambio di Stagione" che è in corso di diffusione e arriverà a breve nella buca della posta di ciascuno di voi...non è pubblicità, buona lettura !



mercoledì 17 febbraio 2016

CONGRESSO A.N.P.I.

Ricordiamo ai cittadini di Castel Maggiore, che sabato 20 febbraio nella sala della Resistenza presso la Casa del Popolo in piazza Pace n°9, dalle ore 15.00 si terrà l'assemblea Congressuale dell'ANPI.

Manteniamo ben saldi gli ideali ed i valori che i nostri partigiani hanno saputo fino ad ora tramandarci, la partecipazione di tutti i cittadini che si rispecchiano in Loro, come antifascisti e costruttori di una Costituzione attenta alla salvaguardia dei diritti e doveri dei cittadini, è ovviamente benvenuta.

Per ulteriori informazioni visitate il blog dell'A.N.P.I di Castel Maggiore


Castel MaggioreSiCura

Sabato 13 febbraio presso la Sala del Consiglio Comunale si è tenuta la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione al corso di formazione degli Assistenti Civici, alla presenza del Sindaco Belinda Gottardi, dell'Assessore alla Partecipazione, Sicurezza e Legalità Federico Palma, del Comandante della Polizia Municipale Reno Galliera Massimiliano Galloni, del responsabile del Reparto PM di Castel Maggiore Alessandro Tartari e del Responsabile del Settore Affari Generali Roberto Zanella.

24 cittadini, uomini e donne di diverse età e professioni, hanno scelto di donare parte del loro tempo alla comunità ed hanno portato a termine questa prima esperienza formativa e da marzo inizieranno ad essere impegnati sul territorio, con compiti di segnalazione di ogni tipo di problematica agli uffici competenti.
Obiettivo è promuovere l'educazione alla convivenza, rispetto della legalità, mediazione dei conflitti, dialogo con le persone, integrazione e inclusione sociale, con una presenza che è aggiuntiva e non sostitutiva della Polizia locale.

Il Sindaco ha ringraziato i cittadini che hanno aderito alla proposta dell’Amministrazione comunale di istituire a Castel Maggiore il corpo degli Assistenti Civici e rinnovato l’apprezzamento per la frequenza e l’impegno con cui hanno preso parte al relativo corso di formazione curato dalla Polizia Municipale Reno Galliera

Molto soddisfatto l’Assessore Federico Palma: «Ancora una volta la comunità di Castel Maggiore si dimostra attenta e ricettiva nei confronti delle proposte tese a valorizzare il protagonismo della cittadinanza. Mai come oggi la cura e la vivibilità del territorio in cui si vive deve essere percepita come un bene comune e come tale va gestita, in collaborazione tra cittadini, Istituzioni, Associazioni e Forze dell’ordine. Attraverso l’esperienza degli Assistenti Civici le persone potranno darsi da fare in prima persona per contribuire al benessere della Città e alle sue sicurezze (sicurezza urbana in senso stretto, ma anche sicurezza sociale, ambientale e viabilistica), rifuggendo la logica delle ronde o degli sceriffi fai da te per abbracciare quella di un corpo di volontari a servizio della comunità».

venerdì 12 febbraio 2016

Referendum trivelle, in gioco modelli di sviluppo e interessi locali

Il Consiglio dei ministri ha fissato il referendum sullo stop alle trivelle: la consultazione si terrà il 17 aprile quindi non insieme alle amministrative, in un election day che avrebbe tra l'altro fatto risparmiare centinaia di milioni di euro ai cittadini.
Ecco il “volto fossile” del governo. Il tentativo è dimettere i bastoni tra le ruote al referendum, dopo aver cercato in tutti i modi di svuotarlo di contenuti. Tecnicamente si voterà solo sulla durata delle concessioni attive all'interno delle 12 miglia dalla costa, perché il governo è riuscito a devitalizzare gli altri quesiti con norme che hanno modificato il quadro sottoposto al vaglio dei giudici, ma il senso della consultazione è evidente e, comunque vada, dalle urne uscirà un messaggio chiaro. Del resto andò così anche nel 1987, all'epoca del primo referendum sul nucleare in cui formalmente si discuteva solo di incentivi ai Comuni che accettavano le centrali e degli investimenti dell'Enel all'estero, ma di fatto si votava su una politica energetica che aveva una larghissima maggioranza parlamentare e che uscì battuta dal voto popolare.
Il partito pro trivelle “ci prova”: i giacimenti sono lì, perché non usarli?
Ma è il contesto che li spiazza. Il mese scorso a Parigi si è conclusa con un consenso unanime la conferenza sul clima delle Nazioni Unite che ha affermato l'obiettivo di mantenere la crescita della temperatura del pianeta ben sotto i due gradi.Gli scienziati hanno spiegato che non c'è modo di raggiungere questo obiettivo, indispensabile per evitare una devastante accelerazione del cambiamento climatico, senza tagliare in modo rapido e radicale l'uso dei combustibili fossili. Si calcola che i due terzi delle riserve conosciute debbano restare sottoterra se si vuole dare stabilità all'atmosfera. A queste preoccupazioni si sommano quelle degli operatori turistici, dei pescatori, degli agricoltori che temono l'effetto boomerang delle trivelle sulla loro attività.
I nuovi pozzi darebbero un vantaggio economico reale e duraturo? E a che prezzo ambientale? Quanta parte di questo eventuale beneficio resterebbe in Italia?

Ad aprile 2015 le compagnie petrolifere che hanno presentato richieste di permesso di prospezione e di ricerca erano in tutto 17 di cui 5 britanniche , 3 australiane, 2 norvegesi, 1 irlandese, 1 statunitense. Spesso piccole società che realizzano un vantaggio perché se ottengono il permesso il loro titolo guadagna qualche punto in Borsa.

Quella del petrolio è una ricetta vecchia che oltretutto non porta guadagni ai territori che subiscono le trivellazioni. Una crescita dell'estrazione di idrocarburi dal territorio nazionale era stata in realtà già prevista tre anni fa dalla Sen (Strategia energetica nazionale) che però aveva aggiunto un dato importante: arrivando a un aumento del 148 per cento di greggio, le riserve nazionali si esaurirebbero in 10 anni. Secondo i calcoli di Legambiente, se usassimo solo il petrolio nazionale le riserve nascoste sotto i fondali marini finirebbero in 50 giorni. E per quanto riguarda il gas, più concentrato nell'Adriatico settentrionale, i numeri sono ancora più piccoli. "Se vogliamo ridurre la bolletta energetica degli italiani è meglio pensare ad altro", osserva il direttore di Legambiente Stefano Ciafani. "Ad esempio a sostenere l'industria nazionale delle rinnovabili, che ha creato oltre 100 mila posti di lavoro e fornisce circa il 40% dell'elettricità. O a spostare una quota di traffico dalla gomma al ferro, smettendo di regalare ogni anno 400 milioni di euro all'autotrasporto".

mercoledì 3 febbraio 2016

USA, il solare produce più posti di lavoro del petrolio

Il crollo del greggio sotto i 30 dollari ha avuto sicuramente il suo peso. Ma sarebbe riduttivo attribuirne il merito soltanto al calo del prezzo del petrolio, pur significativo. In realtà, quanto sta accadendo nel settore dell'energia negli Stati Uniti è il frutto delle scelte avviate negli Stati Uniti con l'amministrazione Obama, che ha intuito - e assecondato - i cambiamenti economici e tecnologici già in atto. E' questo il quadro in cui leggere la notizia riportata da uno studio della Solar Foundation, una organizzazione non governativa che promuove la green economy, intitolato "National Solar Job Census": vi si legge che negli Stati Uniti, per la prima volta nel 2015, i lavoratori del settore fotovoltaico hanno superato quelli impegati nel settore oil&gas. In particolare, il numero degli occupati nelle imprese che sviluppano la tecnologia solare dei pannelli al silicio è cresciuto, negli ultimi dodici mesi, di un ulteriore 20 per cento, lo stesso dato dei due anni precedenti. Una progressione che ha portato il totale degli occupati a quota 210mila. Lo scorso anno, invece, i dipendenti del settore oil&gas sono andati in calo: la stima di Solar Foundation parla di 13.800 posti di lavoro in meno, visto che ha fine dicembre erano scesi a 187mila.
Un successo, quello del solare che appare ormai inarrestabile: basti pensare che il totale dei lavoratori del fotovoltaico supera del 75% gli impiegati nel business dell'estrazione del carbone. Coma ha fatto notare il sito specializzato QualEnergia, l'aumento dei posi di lavoro è legata, in particolare, all'installazione dei pannelli, segno che il settore è in continua espansione: dai 44mila installatori del 2010 si è ora arrivati a circa 120mila, più della metà di tutta la filiera del fotovoltaico. La crescita è prevista in aumento anche nel 2016, quando il mercato statunitense è destinato a consolidare la sua posizione di leader mondiale alle spalle della sola Cina, con 13 gigawatt di nuova potenza installata. Questo, ovviamente, significa che ci sarà un aumento ulteriore di posti di lavoro negli Usa: nel corso del 2016 dovrebbero salire di altre 30mila unità, arrivando a sfiorare quota 240mila. Quello che avviene negli Usa, non è di certo un fatto isolato. Secondo un rapporto pubblicato nel 2015 dall'International Renewable Energy Agency (IRENA), sono 7,7 milioni le persone impiegate in tutto il mondo nel settore delle energie rinnovabili. Rispetto all'anno precedente sono aumentati del 18%, da 6,5 a 7,7 milioni. A questa cifra vanno inoltre aggiunti 1,5 milioni di posti di lavoro del settore idroelettrico, prima stima ufficiale di sempre del settore. La crescita è dovuta, principalmente, dalla diminuzione dei costi della tecnologia, che ha permesso di creare nuovi posti di lavoro nel settore delle installazioni, degli interventi e della manutenzione. Il settore del fotovoltaico si rivela come quello con il maggior numero di persone impiegate, circa 2,5 milioni, seguito dai biocarburanti, 1,8 milioni, e dall’energia eolica, che ha superato quest’anno per la prima volta la quota di 1 milione.

Fonte Repubblica.it 16/01/2016

Ecco serviti quelli che continuano a raccontare che ambiente e posti di lavoro non vanno d'accordo... Altro che autostrade e trivelle !

mercoledì 25 novembre 2015

IMPORTANTE CONSIGLIO COMUNALE SUL PASSANTE NORD

Durante il Consiglio Comunale del 24 novembre sono stati presentati dai Gruppi PD e Sinistra Ecologia per Castel Maggiore due distinti Ordini del Giorno sul Passante Nord e i problemi della mobilità del cosiddetto nodo bolognese: pubblichiamo i testi delle due proposte e gli interventi in proposito della Capogruppo di SECM Marisita di Iacovo. SECM, pur presentando una proposta che andasse chiaramente nella direzione di superare il Passante, ha espresso comunque il proprio voto favorevole anche al documento del PD, che ha invece optato per il no al nostro ODG, impedendone di fatto l'approvazione.
Un'occasione persa, tanto più se pensiamo che nel vicino Consiglio di Argelato il Gruppo del Centrosinistra (PD-SEL-PSI) presentava e faceva approvare un Ordine del Giorno molto simile per argomentazioni, richieste e obiettivi a quello del nostro Gruppo. Il nostro impegno contro il Passante e per un'idea di mobilità alternativa e sostenibile prosegue, con la certezza oggi più che mai che il tempo delle opere a grande impatto ambientale e pari spreco di risorse sia davvero finito.













Inoltre il Consiglio Comunale ha approvato un odg di condanna dei recenti atti di terrorismo e di solidarietà e vicinanza alle vittime