mercoledì 2 ottobre 2013

La Fusione dei Comuni della Reno-Galliera: opportunità, ma anche tanti rischi

Domenica 8 settembre al centro della discussione è stata l’ipotesi di Fusione degli otto Comuni della Reno-Galliera in un Comune unico. Otto Comuni (distanti tra loro anche oltre 20 km), un territorio di oltre 300 km quadrati e una popolazione che supererebbe i 70.000 abitanti: questi alcuni numeri di una proposta che si annuncia complessa e delicata, per il momento unica a livello nazionale nella sua portata.
Se è vero che il nuovo grande Comune, come ricordato dal Sindaco Monesi, andrebbe ad assumere un importante ruolo nello scacchiere istituzionale provinciale e regionale e potrebbe rispondere con maggiore efficacia ai problemi finanziari e di personale che oggi gli Enti locali attraversano, lo è altrettanto quanto ricordato dal Consigliere regionale di SEL Naldi, e cioè che una fusione di queste proporzioni farebbe allontanare moltissimo le Istituzioni e i servizi dai cittadini, oltre che comprimere gli spazi democratici e di rappresentanza. Quanto accaduto in Valsamoggia, dove al referendum consultivo sulla fusione ha preso parte meno del 50% degli aventi diritto e i “Sì” si sono affermati per un pugno di voti, con i Comuni di Bazzano e Savigno a maggioranza contrari, deve essere un campanello d’allarme e far accendere da subito i riflettori sull’informazione e sulla partecipazione attiva delle comunità coinvolte.
In questo senso lo slittamento dell’intero percorso al prossimo mandato amministrativo è un primo elemento positivo che, quanto meno, consentirà alle persone di formarsi un’opinione e farla pesare all’interno di un percorso che dovrà essere realmente aperto e condiviso. In poche parole, non basterà chiedere ai cittadini “come” vogliono questa fusione, ma prima di tutto “SE” la vogliono.

Noi di Sinistra Ecologia per Castel Maggiore, condividendo la posizione manifestata da SEL a livello territoriale, non siamo pregiudizialmente contrari alle fusioni di Comuni, ma le riteniamo uno strumento maggiormente efficace su scala più ridotta: prima di imbarcarsi in un’avventura tanto rischiosa ed incerta, perché non ragionare da subito sulla possibilità di un rafforzamento dell’attuale Unione Reno-Galliera o su una Federazione/Consorzio dei Comuni che ne fanno parte? E ancora, perché non prendere in considerazione la possibilità di fondere tra loro solo alcuni dei Comuni della Reno-Galliera, ottenendo accorpamenti più omogenei e riuscendo comunque a cogliere i vantaggi (prima di tutto economici) derivanti da queste razionalizzazioni? La discussione è appena iniziata e proseguirà sicuramente durante l’arco del prossimo mandato. Quel che è certo è che noi non ci tireremo indietro e ci impegneremo perché si costruisca un percorso senza forzature o fughe in avanti che garantisca la più ampia partecipazione della cittadinanza.

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