Durante il dibattito di sabato 7 settembre si è parlato soprattutto di Passante Nord: sono grandi i timori e le preoccupazioni per quest'opera che dovrebbe tagliare per circa 30-40 chilometri l’intera provincia, attraversando le campagne di Castenaso, Budrio, Ozzano dell’Emilia, Granarolo, Castel Maggiore, Bentivoglio, Calderara di Reno e altri comuni. Si tratta dell’opera più impattante prevista su questo territorio: se realizzata, trasformerebbe in maniera irreversibile gli assetti ambientali, agricoli e urbanistici del bolognese incentivando, inoltre, il traffico su gomma.
Bocciato dalle Amministrazioni comunali il cosiddetto “Passantino” presentato da Società Autostrade, si è attualmente in attesa di prendere visione del nuovo progetto delle stesse Autostrade. Al momento sappiamo solo che dovrebbe essere in linea con il vecchio progetto di Passante Nord (quello più lungo per intenderci), così come è stato richiesto dai Sindaci, dalla Provincia di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna. Resta da capire come mai Società Autostrade sia diventata favorevole al vecchio progetto quando un suo stesso studio di fattibilità ha evidenziato che non porterebbe benefici sul traffico...
Del resto anche il fantomatico “nuovo progetto” avrebbe dovuto essere presentato alle Amministrazioni comunali entro luglio ma ancora non si è visto.
Come mai? Noi di SEpCM condividiamo ciò che hanno evidenziato i relatori dell'iniziativa cioè che l'opera, oltre ad essere inutile, è gravemente dannosa per il territorio visto che “consumerebbe” 720 ettari di terra ed eliminerebbe 8000 ettari di colture di qualità. Riteniamo invece che per diminuire il numero di automobili sulla Tangenziale sia necessario puntare realmente e una volta per tutte su progetti di mobilità sostenibile come ad esempio il Sistema Ferroviario Metropolitano. E' necessario di conseguenza, prima di tutto, un cambio di mentalità che vada nella direzione di un radicale cambiamento dell'idea di città e di mobilità, non più basata sul cemento e la mobilità su gomma.
Per quanto riguarda la Nuova Galliera, la cui realizzazione è già in corso nelle campagne di Castel Maggiore, bisogna rilevare che l'impatto sul territorio dal punto di vista ambientale sarà significativo. Il sacrificio di una delle nostre ultime zone rurali veramente di pregio sarà almeno in grado di portare benefici su una via Gramsci sempre più congestionata?
Noi lo speriamo, anche perché altrimenti non ne varrebbe davvero la pena. Ecco perché crediamo che contestualmente alla costruzione della Nuova Galliera sia importante ripensare l’intera viabilità/mobilità di Via Gramsci e del Capoluogo, anche ragionando per il futuro su pedonalizzazioni parziali o altre strategie in grado di dissuadere realmente gli automobilisti “di passaggio” dall’utilizzo dell’asse della “Vecchia Galliera”.

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