Sabato 19 ottobre Sinistra Ecologia per Castel Maggiore sarà presente al ricordo degli eccidi nazi-fascisti di quel terribile autunno del 1944.La cerimonia avrà inizio alle ore 10.00 con il Corteo da Piazza della Pace e si concluderà con il discorso del Sindaco Marco Monesi al parco delle Staffette Partigiane.
Riportiamo di seguito brevi racconti dei fatti. La storia è una sola, chi fossero le vittime e quali i carnefici sta scritto non solo nelle analisi degli storici ma soprattutto nei ricordi dolorosi dei testimoni della barbarie.
I partigiani di Castel Maggiore, la mattina del 3 settembre 1944, promossero una manifestazione davanti alla sede municipale, a Bondanello, nel corso della quale furono distrutti i registri della leva e quelli delle tasse.
Quando i nazifascisti intervennero per disperdere i numerosi manifestanti, i partigiani uccisero tre o cinque militari.
Nel pomeriggio i fascisti bruciarono la casa colonica d’Ercole Guernelli, nota come Cascina Guernelli, in via Passo Pioppe 4 a Bondanello, e fucilarono sei persone.
Le vittime sono: Antonio Cavedagna, Olindo Cavedagna, Riccardo Cavedagna, Adelmo Guernelli, Ercole Guernelli e Giuseppe Guernelli da Ercole.
Il 12 settembre 1944 alcuni partigiani bloccarono un camion tedesco in località Biscia (Castel Maggiore). Recuperarono il materiale trasportato e lasciarono liberi i due militari catturati, i quali riferirono l'accaduto al loro comando. Il giorno stesso i tedeschi fecero saltare la casa colonica presso la quale era avvenuto l'attacco e fucilarono sette persone rastrellate per la strada.
La notizia della rappresaglia tedesca fu diffusa dal CLN di Castel Maggiore che il 13 settembre stampò un volantino listato a lutto.
Il CLN dispose una giornata di lutto per il 14 e ordinò: «1) Tutti i negozi del comune debbono restare chiusi; 2) Gli operai della Barbieri, della Todt, i braccianti, i contadini e tutti gli altri cittadini debbono astenersi dal lavoro». Il volantino concludeva: «Cittadini! I corpi insanguinati delle vittime della Biscia, abbandonati fra le macerie delle case distrutte, gridano vendetta. Al loro grido, tutti rispondiamo inasprendo il nostro odio e centuplicando le nostre azioni armate contro i barbari aguzzini hitlero-fascisti! Morte agli assassini del popolo!».
Le vittime sono: Dionigio Bordoni, Roberto De Zaiacomo, Calimero Donati, Domenico Guerri, Enrico Piva, Romano Stanzani e Gino Zanarini.
Il 14 ottobre 1944 alcuni partigiani furono catturati a Castel Maggiore e rinchiusi nel rustico della casa colonica di Giuseppe Guernelli da Carlo, in via Saliceto in località Sabbiuno di Piano.
Una squadra di partigiani, guidata da Franco Franchini, assalì il caseggiato e liberò i prigionieri. Nello scontro caddero Franchini e alcuni partigiani. I nazifascisti ebbero, ma non è certo, una trentina di caduti.
Qualche ora dopo lo scontro i nazifascisti fermarono a caso 35 persone che abitavano nella zona e le fucilarono.
Le vittime, il cui nome è inciso in un monumento, sono: Dionisio Alberani, Alessandro Arbizzani, Pietro Barbieri da Cesare, Ennio Baschieri, Michele Cazzola detto Peppino (nel monumento è indicato come Giuseppe), Calisto Checchi, la moglie Enrica Alberti e i figli Carolina e Luigi, Carlo Copiano, Gualtiero Fanti e il figlio Romolo, Lea Grandini, Rina Grazia e il fratello Rodolfo, Giovanni Gruppioni, Giuseppe Guernelli da Carlo, Umberto Guernelli, Adolfo Manganelli, Savino Masetti, Attilio Mazza, Alberto Orsi, Pietro Pasti e il nipote Sergio, Oreste Rimondi, Rinaldo Romagnoli, Luigi Scagliarini, Raffaele Selleri, Enrico Tolomelli, Argia Tosi e il fratello Ivo, Luigi Vigna e la figlia Medarda. A questi 33 martiri vanno aggiunti due disertori della Wermacht - un polacco e un tedesco che si erano uniti alle forze della Resistenza - che furono catturati e fucilati. I loro nomi sono rimasti ignoti. Con quello delle vittime della rappresaglia, sul monumento è stato inciso anche il nome di Franchini.
fonte Nazario Sauro Onofri

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