venerdì 15 novembre 2013

Tetto ai salari dei manager, la proposta di SEL ottiene la corsia d’emergenza….e l’OCSE le da ragione

«I dati Ocse sulle retribuzioni dei manager pubblici indicano quella realtà paradossale che Sinistra Ecologia Libertà ha denunciato da tempo e che riguarda anche i manager delle società’ private, delle banche e delle assicurazioni». Lo afferma la vicepresidente dei deputati di SEL on. Titti Di Salvo, firmataria della proposta di legge che fissa un tetto per i manager della P.A., delle partecipate, delle società quotate in borsa e di tutte le quelle che ricevono finanziamenti pubblici.
«Una tabella dell’Economist dice che i capi d’azienda in Italia sono pagati all’ora 957 dollari, in Germania 546, in Francia 616. Abbiamo ottenuto che entro 2 mesi arrivi in aula la nostra proposta di legge. Un provvedimento che mira a superare quel paradosso tutto italiano secondo il quale, mentre il Paese è in crisi, le aziende chiudono e sale la disoccupazione giovanile, continuano le retribuzioni faraoniche dei top manager senza nessun rapporto con le retribuzioni dei dipendenti (tra le più basse di Europa) e con la salute delle imprese. Il tetto per i manager pubblici di 302.000 euro, di cui parla il ministero della Funzione Pubblica replicando all’OCSE, è aggirato in diversi modi. La nostra proposta di legge evita le furbizie, estende il limite alle 33 aziende partecipate dallo Stato (ENI, Finmeccanica, Fs. ecc) e alle società che ricevono finanziamenti pubblici,pena la sospensione dei finanziamenti», conclude l’on. Titti Di Salvo.


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